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HOMENewsABITARE LA LONGEVITÀ: IL 15 SETTEMBRE AL CNEL IL TERZO RAPPORTO DI AUSER, SPI E ABITARE E ANZIANI

ABITARE LA LONGEVITÀ: IL 15 SETTEMBRE AL CNEL IL TERZO RAPPORTO DI AUSER, SPI E ABITARE E ANZIANI

10 settembre 2026

L'Italia sta invecchiando, ma le nostre case, le nostre città e le politiche abitative sembrano non essersene ancora accorte: quasi una persona anziana su due oltre i 75 anni vive in solitudine, spesso in abitazioni vecchie, insicure, costose da mantenere e situate in quartieri dove i servizi scarseggiano.
Come cambieranno le nostre città quando un italiano su tre avrà più di 65 anni?
Le case in cui viviamo sono davvero adatte a una società sempre più longeva?
Sono queste le domande cruciali al centro del Terzo Rapporto “Abitare la longevità. Politiche abitative e urbane generative di comunità“, promosso da Auser, Spi Cgil e Abitare e Anziani, che sarà presentato martedì 15 settembre 2026, dalle ore 9.30 alle 13.30, presso Villa Lubin – CNEL (Viale David Lubin 2, Roma).
Per Auser Lombardia parteciperanno il vicepresidente Pietro Albergoni e Gianfranco Garzolino (Responsabile Area Studi e Ricerche di Auser Lombardia).

LA NAZIONE SI TRASFORMA E SERVE ANDARE OLTRE L'ASSISTENZIALISMO
Il rapporto che verrà presentato fotografa la nostra nazione mentre è attraversata da tre grandi transizioni: demografica, digitale e ambientale. Oggi gli over 65 in Italia sono quasi 15 milioni e nel 2040 supereranno i 18 milioni, con un forte aumento delle persone sole e del conseguente rischio di isolamento sociale.
La ricerca lancia un messaggio chiaro: l’invecchiamento non può più essere affrontato soltanto come una questione sanitaria o assistenziale. La qualità dell’abitare, la sicurezza degli spazi urbani, i servizi di prossimità e le reti di comunità sono fattori decisivi per garantire autonomia, benessere e partecipazione.
Il 15 settembre verranno avanzate proposte concrete, tra cui un programma nazionale decennale per l’abitare delle persone anziane, il recupero del patrimonio edilizio inutilizzato e una maggiore integrazione tra politiche sociali, sanitarie e urbanistiche.

TIZIANA SCALCO (PRESIDENTE DI AUSER LOMBARDIA): "L'ABITARE È PREVENZIONE, ANCHE LE RSA VANNO RIPENSATE OGGI"

A sottolineare l'urgenza di un cambio di paradigma è Tiziana Scalco, presidente di Auser Lombardia, che inquadra il problema della casa in una dimensione non solo individuale, ma profondamente politica e sociale: «In un Paese che invecchia, il problema della casa non è legato soltanto all'abitare in sé, ma a tutta la vita sociale, economica e di salute che una persona anziana o fragile deve affrontare – dichiara Scalco –. Non può essere una questione lasciata al singolo, ma è una soluzione politica. Chi ci governa, dalle Regioni ai Comuni, deve ripensare l'urbanistica per renderla a misura di persona. Va assolutamente tenuto presente, inoltre, il tema del riscaldamento globale: è necessario progettare abitazioni e quartieri in linea con la sostenibilità ambientale e climatica. I "nuovi cittadini" a cui pensare sono sicuramente i giovani, ma anche migliaia e migliaia di persone anziane che entrano in una fase matura della vita portando con sé il bisogno vitale di sicurezza e di socializzazione».
La solitudine non voluta, ricorda la presidente di Auser Lombardia, è uno dei mali del nostro tempo ed è portatrice di malesseri: «L'abitare diventa fondamentale: è una vera e propria forma di prevenzione per la salute fisica e mentale. Questo vale a tutte le età, perché la fragilità può colpire chiunque. Ripensare a come costruiamo le nostre città porta con sé anche il grande tema delle Residenze Sanitarie per Anziani (RSA), che vanno assolutamente riviste. Così come sono state pensate nel passato, quasi un'anticamera all'ultimo momento della vita, non sono più accettabili e non solo per i costi altissimi che ricadono interamente sulle famiglie, ma proprio per la loro concezione antica e per il fatto che si moltiplicano situazioni, che la cronaca ci fa conoscere, in cui si scoprono strutture non attrezzate sia dal punto di vista professionale che umano». 

UNA CITTÀ A MISURA DEI PIÙ FRAGILI È UNA CITTÀ MIGLIORE PER TUTTI
L’impegno di Auser, Spi Cgil e "Abitare e Anziani" unisce la ricerca di soluzioni eque all’agire quotidiano per la difesa dei diritti. «L'iniziativa che si terrà il 15 settembre al Cnel è di grande importanza – conclude Tiziana Scalco – proprio perché va a centrare uno dei temi principali dello sviluppo della società del futuro ed è una società che però va costruita oggi, non può essere pensata fra vent'anni: va progettata e sperimentata ora per accompagnare lo sviluppo di tutto il Paese».
La prospettiva proposta dal Rapporto riguarda, infatti, l'intera collettività: progettare quartieri capaci di contrastare solitudine ed esclusione significa costruire città più accessibili, inclusive e sostenibili a ogni età.
Una città progettata per le persone più fragili, in effetti, si rivela una città migliore per tutti.