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Auser in lutto per la scomparsa dello storico presidente

Si è spento Mario Serenthà, colonna portante dell'associazionismo monzese

Per tutti è stato più di un presidente. Disponibile, instancabile, sempre attivissimo, Mario Serenthà, tra i fondatori dell’Auser di Monza, si è spento martedì.

Residente a San Biagio - dove mercoledì sono state celebrate le esequie - era diventato un vero e proprio punto di riferimento per l’associazione di promozione sociale. In prima persona si spendeva per gli altri, soprattutto per i più fragili.

"Più di un presidente"

"Mario era una persona molto attiva - ha ricordato commosso Elvis Napolitano, direttore amministrativo dell’Auser provinciale - Non stava mai con le mani in mano. Come presidente non si occupava solo degli aspetti gestionale, ma era anche decisamente operativo. Rispondeva al telefono e si metteva spesso alla guida dei nostri furgoncini per accompagnare gli anziani".

Sempre reperibile, 24 ore su 24, l’unica pausa dalle attività dell’Auser che si concedeva era la sua camminata in montagna del mercoledì.

E che Serenthà fosse più che un presidente, o ha voluto ribadire anche Tosco Giannessi, presidente a sua volta di Auser Brianza. "Non guardava certo il ruolo che copriva. Se c’era bisogno, lui si precipitava. La parola chiave era solidarietà. Ed è sempre stato fedele ai suoi ideali".

Ideali che affondavano le radici nella cultura di sinistra alla quale Mario Serenthà è sempre stato legatissimo. Lo ha voluto ricordare in un post anche l’ex consigliere comunale Alessandro Gerosa di LabMonza.

"Instancabile animatore di Auser a Monza e da sempre impegnato per i diritti delle persone più discriminate, Mario ha sempre rappresentato i valori della sinistra e della giustizia sociale affiancando alle parole l’azione concreta quotidiana. Era un compagno e un amico di esempio per chiunque creda nei valori della sinistra e della giustizia sociale: continueremo a portare avanti le sue battaglie nelle nostre battaglie, i suoi valori nelle nostre iniziative".

(testi dall'articolo di "Prima Monza")