Il progressivo aumento dei costi energetici e di gestione non può essere scaricato esclusivamente sulle associazioni e sui volontari: «Il tema ci tocca direttamente e non riguarda soltanto il caro carburante, ma la sostenibilità complessiva dei servizi di prossimità - spiega Scalco -. Dietro ogni accompagnamento protetto non ci sono semplicemente chilometri percorsi, ma visite mediche che possono essere effettuate, terapie che non vengono rimandate, relazioni umane che contrastano solitudine ed emarginazione. È un welfare quotidiano costruito dalla presenza dei nostri volontari, spesso in territori dove i servizi pubblici e i trasporti sono insufficienti o comunque difficilmente accessibili. Chiediamo il riconoscimento concreto del valore sociale di servizi che ogni giorno evitano isolamento, rinunce alle cure e nuove fragilità. Il diritto alla salute delle persone che chiedono il nostro aiuto non può dipendere dal costo di un pieno di carburante».
Accanto alla richiesta di maggiore attenzione istituzionale, Auser Lombardia rivolge anche un appello ai cittadini affinché sostengano concretamente le attività associative attraverso il 5x1000.
